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‘Le nozze di Leonardo’: l’opera in un atto dedicata al talento e all’ingegno universale di Leonardo Da Vinci

Il genio di Leonardo Da Vinci è da sempre un’opportunità di riflessione e studio per tutti. Questa volta è toccato al teatro: l’opera in un atto dedicata al talento e all’ingegno universale di Leonardo è stata un’opportunità di innovazione per il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. La nuova commissione affidata al compositore Antonio Di Pofi presenterà la prima mondiale de ‘Le nozze di Leonardo’ mercoledì 23 ottobre alle ore 20.30 con repliche fino al 5 novembre (anche doppie rappresentazioni, alle 11.00 e alle 17.00), nell’ambito della stagione ‘Da Zero a 100… & più’.

“Leonardo è un personaggio terribilmente moderno e attuale – racconta il librettista Guido Chiarotti durante la conferenza stampa di giovedì 17 ottobre – Un artista che ci arriva principalmente come pittore, ma è molto di più, tra cui anche un organizzatore matrimoniale, che cura le cerimonie nell’estremo dettaglio. Le prime nozze importanti che organizza sono quelle di Isabella D’Aragona e Gian Galeazzo Maria Sforza, note come ‘La festa del Paradiso’. Celebra anche le nozze di Beatrice e Ludovico il Moro, zio di Gian Galeazzo: l’opera lirica parla proprio di questo.”

L’organizzazione e l’allestimento scenografico delle feste di Leonardo sorprendevano gli spettatori con il volo di attori agganciati a invisibili sistemi di corde e carrucole ed è proprio così che Leonardo si incuriosisce delle problematiche del volo umano. L’opera ‘Le nozze di Leonardo’ gli viene dedicata nel cinquecentesimo della scomparsa cercando di incarnare lo spirito della sua epoca in modo innovativo.

Il Teatro Verdi mette infatti in scena la relazione tra due piani prospettici: la prospettiva del mondo esterno – in cui si svolgono le nozze, la giostra dei cavalieri e le relative scommesse – e la prospettiva del mondo interno, chiuso e claustrofobico nel quale è momentaneamente reclusa Cecilia cui è interdetta la partecipazione alle nozze del suo amante Ludovico il Moro. Il mondo esterno è dominato da Leonardo, vero deus ex machina di tutto ciò che accade fuori, sia durante le nozze che in tutta la realtà milanese. Il mondo interno è invece metafora della dimensione psicologica dei protagonisti, mondo che cercano di difendere – disperatamente e senza successo – dall’immanenza di Leonardo. La scenografia si sviluppa quindi su due piani verticalmente separati: il piano a livello del palcoscenico a rappresentare il mondo esterno, e un piano rialzato in cui è confinata Cecilia e dove si svolge la quasi totalità della scena. La realtà virtuale rende possibile creare negli spettatori effetti di stupore e meraviglia: effetti che Leonardo, così come altri scenografi rinascimentali, notoriamente inseguiva. Lo studio di progettazione 4DODO, a cui sono affidate le scenografie, è specializzato nello sviluppo di progetti tecnologici basati sulla realizzazione di contenuti immersivi, interattii e in real time e nello sviluppo di sistemi e tecnologie personalizzate per il settore dell’entertainment. Queste nuove tecnologie aiutano a narrare e far vivere esperienze uniche ed indimenticabili: le proiezioni animate create da Federico Cautero donano un senso di profondità e aiutano ad esprimere emozioni e stati d’animo. Un lavoro estremamente complesso, come sottolinea la regista Morena Barcone, che si pone l’obiettivo di essere compreso anche dai bambini, attraverso proiezioni, costumi e mimica.

Sono intervenuti durante la conferenza stampa anche l’Assessore alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Tiziana Gibelli, l’Assessore ai teatri del Comune di Trieste Serena Tonel e il Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste Stefano Pace, per sottolineare la grande vivacità della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, interessata proprio in questo periodo anche in una tournée in Giappone con ben 113 artisti e tecnici del Teatro Verdi, a sottolineare le grandi potenzialità e l’innata capacità di osare della Fondazione.